Elezioni 2013. Voto di massa e voto d’opinione

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Cosa muove le nostre coscienze a maturare un’idea politica e a tramutarla in voto?

Innanzitutto dobbiamo distinguere tra due tipi di voto: quello di massa, o di appartenenza, e quello di opinione.

Nel primo caso andiamo a votare identificandoci in una subcultura. Ad esempio, se sono di destra, voterò a destra – e probabilmente il maggior partito di destra -, così, se sono di sinistra, voterò il maggior partito di sinistra. Oppure se sono cattolico voterò il partito che più si è espresso vicino alle mie posizioni. Difficilmente chi esprime un voto di massa è ben informato sul suo partito, sulle dinamiche interne e ha dato una letta – se l’ha data – al programma elettorale in maniera sbrigativa e magari nell’ultima settimana antecedente alle elezioni. Tipico dei partiti a doppia cifra.

Nel caso del voto d’opinione invece l’elettore difficilmente appartiene nettamente ad una subcultura e definisce la propria scelta in base ad un’analisi più attenta e impegnata. Seguirà assiduamente questa o quell’altra dichiarazione, leggerà i programmi nel dettaglio e con anticipo rispetto al voto. Tipico dei piccoli partiti.

Ricordando che la visione del voto non è così manichea in questa duplice distinzione, dato che ognuno di noi ha un costrutto sociale diverso, e puntualizzando che c’è chi esprime anche la propria preferenza in cambio di qualcosa, tramite il voto di scambio, ecco un analisi dei voti ai principali schieramenti politici per le elezioni politiche del 2013.

Popolo della Libertà: voto di massa. Ecco il voto a Berlusconi, difficilmente si vota il PdL. Ma proprio Berlusconi, forse uno dei voti di massa più significativi del panorama politico italiano. Elettorato poco attento, facilmente convincibile e credulone.  Forse con l’utilizzo delle primarie l’elettorato sarebbe stato più facilmente coinvolto nella maturazione della coscienza politica su cui basare un più forte voto d’opinione. Ma probabilmente non è questa la forza del PdL.

Lega Nord: voto di massaAnche nel caso della Lega ci si identifica perché si è “padani”, perché serve il federalismo fiscale. Poi poco importa se si ha un condannato in via definitiva come Maroni alla guida.

Fratelli d’Italia: voto d’opinioneUn piccolo tentativo di staccarsi dal berlusconismo significa avere un ragionamento alle spalle. Evidente che sia un voto d’opinione dato che il partito avrà difficoltà ad entrare in parlamento.

Lista Montivoto misto. Probabilmente chi vota Monti ha già letto da tempo la famosa “Agenda”, ma la lista riesce a captare anche tante persone che lo votano perché è “una persona seria, che ci ha ridato reputazione in Europa”.

Unione di Centro: voto misto. Il voto all’UdC nasce da una volontà di contrapporsi ad un bipolarismo in chiave “centrista”. Probabilmente in pochi sanno bene cosa voglia l’UdC, se non su alcuni punti fondamentali. La figura di Casini è invece fondamentale nella scelta. Si dice infatti: “voto Casini”.

Futuro e Libertà: voto d’opinioneUn po’ come Fratelli d’Italia, anche FLI di Fini nasce in contrapposizione al berlusconismo, seppure poi schierandosi non affianco a questo. Chi vota Fini sa bene cosa vuole e le politiche che il partito porta avanti.

Partito democraticovoto quasi di massa. “Quasi”, perché vogliamo credere che ci sia ancora qualcuno nel Pd che si prenda la briga di leggere i programmi e non votare solamente perché è “Bersani”. Tolta questa percentuale della sinistra però il partito attira persone fondamentalmente che lo votano perché di “sinistra” e che magari si fidano di questo o quell’altro leader a scatola chiusa.

Sinistra Ecologia e Libertà: voto quasi di opinioneCi sono ancora tante persone che votano SEL perché lo identificano con l’ideale della sinistra, però, soprattutto tra le nuove generazioni, è difficile che chi voti SEL non sappia quali sono i punti chiave del suo programma.

Rivoluzione civile: voto quasi d’opinione. Come per SEL, probabilmente l’elettorato di Ingroia, eredita il flusso di uomini di “sinistra” per principio. Ma dato che alla base c’è anche parte dell’elettorato dell’Italia dei Valori, voto d’opinione, o dei Verdi è difficile immaginare che si voti RC senza un’attenta analisi politica.

Fare per Fermare il Decliniovoto d’opinione. Chi vota Giannino sa benissimo per chi vota e avrà letto mille volte il suo programma. Il voto è totalmente d’opinione.

Lista Amnistia  Giustizia Libertà – Radicali: voto d’opinione. Il voto radicale è un’altro esempio di voto di opinione netto. Non si vota radicale per moda, ma perché si sa bene cosa si vuole e cosa sono stati e sono i radicali.

Movimento 5 stellevoto ormai di massa. Se il movimento nasceva come un esempio di voto d’opinione, con il proprio elettore sempre pronto a leggere qualsiasi punto del programma e in continuo contatto con il web grillino, da quando il 5 stelle ha superato la doppia cifra ha raccolto tutti i voti di massa che si sono staccati dal Pd o dal PdL, arrivando a riscuotere consenso senza differenza anche tra l’estrema destra o sinistra. Questo è l’esempio di quello che è un chatch all party (partito pigliatutto). Lo stesso programma infatti è stato tenuto lontano da qualsiasi presa di posizione che potesse perdere elettorato da una parte e dall’altra, confermando così la volontà di non perdere i voti di massa. Eppure c’è ancora una base d’opinione che il movimento ha saputo crearsi che difficilmente perderà.

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