Cambiarla è possibile

 

 

Datata, filosovietica, cattocomunista, per non parlare di quell’art. 41 sull’iniziativa economica che “risente delle implicazioni sovietiche che fanno riferimento proprio alla cultura e alla costituzione sovietica”.

Silvio Berlusconi continua, come da anni a questa parte, ad essere convinto che sia necessario un cambio del testo costituzionale italiano. Ennesimo annuncio che segue agli innumerevoli precedenti. Allo stesso tempo ennesima promessa mai mantenuta, segno di un voler propagandare una finta forza di volontà che possa smuovere il paese.

Ovviamente Silvio sa bene che non sarebbe mai in grado di poter cambiare la nostra Costituzione. In realtà non servirebbe molto…basterebbe avviare i procedimenti di modifica del testo costituzionale per intentare l’eterna promessa. Ma alle parole, e ormai non ce ne stupiamo neanche più, non segue un minimo di atto pratico. L’art.138 parla chiaro. E’ stato inserito apposta dai padri fondatori della Repubblica Italiana per far si che la Costituzione possa essere revisionata. Certo, il procedimento non è così facile. Non basta una semplice maggioranza. Ma si tratta di cambiare una Costituzione appunto. Le vie indicate sono due: con una maggioranza di due terzi (sia al senato che alla camera) il testo sarebbe cambiato. Basterebbe quindi sedersi ad un tavolo con l’opposizione…proporre qualche cambiamento…et voilà…dotare la Costituzione di un nuovo aspetto. Questo è stato pensato apposta per evitare che la maggioranza di turno potesse cambiare a proprio piacere ogni volta le regole del gioco. Invece con un progetto condiviso ciò sarebbe giustamente possibile. Dall’altra parte, osservando che il primo percorso è sostanzialmente impercorribile, c’è un modo attraverso il quale la maggioranza di turno (che stavolta, come da quasi dieci anni a questa parte, è occupata sempre dai berluscones) potrebbe incidere sul cambiamento costituzionale. Infatti una doppia approvazione a maggioranza assoluta (quindi senza il procedimento rinforzato dei 2/3) sarebbe sufficiente. Il passaggio Camera – Senato, e poi di nuovo Camera – Senato, però dovrebbe essere seguito dall’approvazione a maggioranza assoluta tramite referendum.

Ma sono convinto che Silvio Berlusconi non può avere paura del popolo sovrano. Lui, sempre iperstimato e in testa ai sondaggi, con il partito che si chiama addirittura e appunto Popolo della Libertà, sicuramente non si preoccuperà dello scoglio della volontà del cittadino. Insomma Silvio, cosa ci vuole! Avviamo questi procedimenti di revisione costituzionale…in fondo vi riuscì pure la sinistra nel 2001! Per te non sarà sicuramente un problema!

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