Cilicia Binetti torna all’attacco. Obiettivo Monicelli

“Non si può approfittare della disperazione di un uomo per fare uno spot pro eutanasia. Per piacere, finiamola: questi sono uomini disperati. Quello di Monicelli non è stato un gesto di libertà, ma di solitudine e smarrimento. Il suo è stato un gesto di disperazione”.

Cosi l’On. Paola Binetti (eletta nel Pd poi per fortuna passata all’UdC) ha risposto alla portavoce dei Radicali Rita Bernardini durante il ricordo in Parlamento per la scomparsa del regista Mario Monicelli morto suicida buttandosi da un balcone in fase di malattia terminale.

La Bernardini aveva posto il Parlamento a chiedersi “sul modo in cui Monicelli ha posto fine alla sua vita”, invitandolo a riflettere “su come alcune persone che non ce la fanno ad andare avanti sono costrette a lasciare la vita invece di morire vicino ai propri cari con la dolce morte”.

Ovviamente il riferimento è all’eutanasia e all’iniezione letale che permette al malato terminale di morire senza sofferenza fisica. Ebbene la Binetti si è scagliata contro non solo Monicelli ma contro quel migliaio di malati che, ogni anno, in Italia vengono privati della libera scelta di morire e si spingono a suicidarsi in modo doloroso. Spesso è necessario recarsi all’estero per morire. Infatti l’eutanasia è legalmente riconosciuta in Albania, Belgio, Danimarca, Germania, Lussemburgo, Olanda, Svezia, Svizzera, Cina, Colombia e alcuni stati dell’Australia, del Canada e degli USA.

Sorvolando su queste patetiche affermazioni clerico-bigotte binettiane, per inquadrare meglio la figura di suor Cilicia, aggiungo altre dichiarazioni della deputata dell’UdC che si commentano da sole. Ovviamente il tema è quello dell'”omosessualità”, su cui la bocca della Binetti ha dato il suo meglio:

– L’omosessualità è una devianza della personalità. Un comportamento molto diverso dalla norma iscritta in un codice morfologico, genetico, endocrinologico e caratteriologico. (dal programma televisivo Tetris, 3 marzo 2007)

– Cantelmi svolge un lavoro eccellente. Fino agli Anni Ottanta nei principali testi scientifici mondiali l’omosessualità era classificata come patologia, poi la lobby degli omosessuali è riuscita a farla cancellare. Ma le evidenze cliniche dimostrano il contrario. (citata in La Stampa, 24 dicembre 2007)

– Queste tendenze omosessuali fortemente radicate presuppongono la presenza di un istinto che può risultare incontrollabile. Ecco: da qui scaturisce il rischio pedofilia. Siamo davanti ad un’emergenza educativa. (Corriere della sera, 31 ottobre 2008, p. 20)

– Ho parlato di rischio, non di certezza. Ho spiegato che tendenze gay fortemente radicate possono portare alla pedofilia. Si può dire? O è omofobia? Voglio avere il diritto di parlare e di pensare. ( la Repubblica, 3 novembre 2008, p. 10)

E se questa è una nostra rappresentante…figuriamoci gli elettori…

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