ciao “Ciarra” guarda quante condanne!

“Fini e i finiani torneranno nell’ombra. Andremo a votare e vedremo quanti voti prenderà il transfuga Fini. Fini ha fatto sapere che presto fonderà un nuovo partito. Spero che abbia già ordinato le kippah perché è di questo che si tratta. Chi ha tradito una volta, tradisce sempre. Può darsi pure che Fini svolga una missione ma è una missione tutta sua personale”

Si votava la fiducia al Senato per il governo Berlusconi a fine settembre. Così parlò un deputato del Pdl: Giuseppe Ciarrapico. Eletto nel Popolo della Libertà l’accusa è quella di antisemitismo. Una squallida battuta da un rappresentante della Repubblica. Addirittura Schifani, Presidente del Senato, ha qualificato le parole come “inaccettabili”. Forse però se lo dovevano immaginare candidando, nel 2008, quest’individuo tra i deputati pidiellini. Durante la campagna elettorale infatti il Ciarra aveva già affermato di non aver mai rinnegato il fascismo. Amico di Almirante e allo stesso tempo però vicino ai democristiani andreottiani, dichiarò di essere anche “mussoliniano dall’età di quattro anni”.

Ma questo triste aspetto diciamo che forse è il migliore dei lati di Ciarrapico.

Eh si…ha infatti una pedina penale da far invidia ai suoi colleghi del PdL. Ha una condanna addirittura per sfruttamento minorile (multa di 623.500 lire). Poi si è preso 3 anni per ricettazione fallimentare per il crak dela Casina Valadier da 70 miliardi. Non poteva poi mancare una condanna nel 2000 per finanziamento illecito ai partiti. Ciliegina (o meglio ciliegiona) sulla torta altri 4 anni e mezzo per bancarotta fraudolenta a seguito del crack del Banco Ambrosiano. Ovviamente non sconta la sua pena in carcere per motivi di età (è del 1934).

Infine c’è l’evergreen dei problemi del PdL: il conflitto d’interesse. Tramite la Ciarrapico Editore, il Ciarra è infatti in possesso di numerose testate giornalistiche locali laziali e molisani. Da Ciociaria Oggi a Latina Oggi passando per Nuova Viterbo Oggi e Nuova Rieti Oggi fino a Fiumicino Guidonia Ostia Castelli Oggi e ad Oggi Nuovo Molise. Affermava riguardo a ciò Berlusconi: “Se si deve fare una campagna elettorale si deve vincere e l’editore Ciarrapico ha dei giornali importanti e credo che sia assolutamente importante che questi giornali non siano ostili. Visto che quasi tutti i grandi giornali stanno dall’altra parte quando ce n’è qualcuno che è a nostro favore credo che sia una cosa assolutamente logica cercare di continuare ad averli a favore”. Bene. Detto tutto. Candidatura per attirare voti tramite la stampa. E ricordiamoci che il Lazio nel 2008 era una di quelle regioni in bilico fondamentale per la vittoria del centrodestra. Quando il conflitto d’interessi trionfa.

In fondo, detto ciò, del problema del fascismo di Ciarrapico ce ne potremmo quasi fregare.

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