Condannato Capezzone. Ma non facciamolo sapere…

Sarà pure una condanna per un reato d’opinione, ma questo non sembra un buon motivo per non farcelo sapere. Daniele Capezzone è stato appena condannato, per diffamazione a mezzo stampa, in via definitiva. Il portavoce del PdL accusò nel 2002, prima di compiere il grande salto dal Partito Radicale al Popolo della Libertà, alcuni magistrati di “comportamenti letteralmente TEPPISTICI”.

Capezzone andrà così ad affiancarsi alla già numerosa schiera, circa una decina, di parlamentari del PdL con sentenza passata in giudicato (Ciarrapico, Dell’Utri, La Malfa, Sciascia…etc…), seppur, c’è da dire, sicuramente in posizione meno delinquenziale dato che il reato commesso rimane comunque d’opinione.

Ma i telegiornali potevano pure farcelo sapere. Silenzio totale. E così è come se Capezzone non fosse stato condannato. Tanto nessuno lo sa. Eppure il TG1, quando Travaglio fu condannato, senza nemmeno specificare che la condanna era di primo grado, ad 8 mesi di reclusione per diffamazione (oggi ridotta in appello a 1000 euro di multa) non si risparmiò minimamente di diffondere la notizia. E Travaglio non è un politico, e quindi non rappresenta e non è eletto proprio da nessuno. Oppure non dimentichiamo l’accanimento mediatico quando Di Pietro, nel febbraio del 2009, venne indagato per vilipendio (poi archiviato) nei confronti del Presidente della Repubblica. Diciamolo, sicuramente. Ma diciamo allora anche della condanna definitiva, ovviamente ben più grave di un “indagato”, del Portavoce del PdL, non un ruoletto di margine quindi. E non dimentichiamoci allora l’esilarante linciaggio mediatico al consigliere provinciale di Campobasso Cristiano Di Pietro. Un caso dove sembrava avere più responsabilità lui, da non “indagato”, di altri soggetti con accuse pesanti. Di Pietro junior lasciò comunque il partito, pur non avendo, al momento delle dimissioni, alcun avviso di garanzia. Ma finì su tutti i Tg.

Per Capezzone invece il trattamento è stato riservato. Per la serie: “Non è vero che Berlusconi ha il controllo mediatico, non è vero che controlla pure la Rai, non è vero, quindi, che i risultati elettorali sono plagiati da un’informazione deviata”.

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