Craxi, nonostante Minzolini

 

Fedina Penale di Benedetto (detto Bettino) Craxi

Condanna con sentenza passata in giudicato per corruzione. 5 anni e 6 mesi (processo Eni-Sai).

Condanna con sentenza passata in giudicato per finanziamento illecito. 4 anni e 6 mesi (tangenti metropolitana di Milano).

Condanna in primo grado per il caso All Iberian. 4 anni e multa di 20 miliardi di lire. Pena poi prescritta.

Condanna in primo grado per corruzione. 5 anni e 5 mesi (caso Enel). Estinto per la morte di Craxi.

Condanna in appello per bancarotta fraudolenta. 5 anni e 9 mesi (conto Protezione). Estinto per la morte di Craxi.

Condanna in appello per finanziamento illecito. 3 anni (caso Enimont). Estinto per la morte di Craxi.

Più altri tre rinvii a giudizi. Estinti anch’essi per la morte di Craxi.

 

Che facciamo? Prendiamo la calcolatrice. No, molto meglio. Esaltiamolo con un bel editoriale di quel tg-cacca-1 di Minzolini. Anche se, per una volta, devo dire di essere fiero degli italiani. Dopo 15 anni di bombardamento mediatico, volti alla rivalutazione della figura di Craxi, gli italiani non sembrano cambiar parere. Craxi continua ad essere malvisto dall’opinione pubblica. Stavolta ci hanno provato addirittura con il tg più seguito d’Italia. Quello da cui si informa la maggior parte, se non la quasi totalità degli italiani. Il due volte presidente del Consiglio, leader del Partito Socialista (chissà perché oggi non ne è rimasto niente…chissà), poi corrotto e poi latitante per non finire in galera, è stato addirittura paragonato a Papa Giovanni Paolo II dal direttore del tg1. Un grande statista. Nessuno però ci crede. Bravi italiani, per una volta riuscite a capire. Bravi.

Dovreste capire che, però, questa rivalutazione (a cui segue anche l’intitolazione di alcune vie cittadine) è legata, in qualche modo, al futuro del Presidente del Consiglio. Il tollerare un Craxi-con-fedina-penale-sporca potrebbe far digerire meglio un’eventuale condanna di Silvio Berlusconi. O una delle sue prescrizioni o le lotte per non essere “perseguitato”. Infatti è quello che vogliono far credere a noi. Che Craxi era un perseguitato. Cambiate tattica però, non funziona. Meglio le leggi impunità stile lodo Alfano. Molto più digeribili.

Bettino Craxi, una sorta di padre fondatore del Popolo delle libertà. Uno spirito che aleggia sul partito e sulla vita dell’amico Berlusconi, testimone al secondo matrimonio di Bettino. Il Cavaliere di Arcore beneficiò poi del “decreto Berlusconi” o “salva Fininvest” che, approvato solo con voto di fiducia, legalizzò le trasmissioni Mediaset dopo che i pretori di Roma, Torino e Pescara avevano deciso di oscurare i canali Fininvest. Non a caso Craxi intascò nel 1991-1992 una maxi-tangente da 21 miliardi da Berlusconi dopo l’approvazione della legge Mammì.

Ovvio che ci sia dunque quest’esaltazione mediatica di Bettino Craxi. Uomo che fece favori e che, dunque, ha riconoscenza. Peccato che poi ebbe “qualche” guaio con la giustizia…

 

 

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