Balotelli…Verona…Tosi

Mario Balotelli, 19 anni, attaccante italiano, duttile, forte di testa e con un piede adatto a battere le punizioni. Nato a Palermo e cresciuto nel bresciano a 18 anni venne inserito nella lista dei 20 giovani under23 più forti al mondo. 48 presenze nell’Inter e 16 goal. 15 presenze nell’under21 italiana e 6 goal. Unico difetto: è di colore. Anzi, è italiano e di colore. Costretto a portarsi dietro cori razzisti in vari stadi d’Italia. Con una gran quantità di tifosi che si giustificano dicendo che la contestazione verso Balotelli è perché ha un caratteraccio. Ma dimenticano che invece c’è un altro giocatori, uno su tutti Antonio Cassano, che non ha personalità da invidiare a SuperMario (così soprannominato dal tifo interista). Però Cassano lo vogliono tutti in nazionale. E’ un talento l’attaccante barese. Ma sarebbe lo stesso così amato e voluto se avesse la pelle nera? Io credo di no. Perché le contestazioni a Balotelli nascono da un razzismo intrinseco a sfondo nazista. Per qualche reminiscenza della razza ariana non si sopporta che un italiano non bianco, anzi nerissimo, possa vestire addirittura la maglia azzurra. Lippi farebbe bene a convocarlo, per dare uno schiaffo al razzismo bigotto di molte frange estremiste delle tifoserie di più città. Lippi dovrebbe portarlo ai mondiali, anche se c’è chi è più forte di lui, dato che si parla tanto di recupero dei valori nel calcio.

 

Il 6 gennaio Mario ha segnato il goal vittoria nella partita contro il Chievo a Verona. Qui sembra ci siano stati solo fischi. Non cori razziali. Ma il dubbio viene se si gioca in questa città. Verona si porta dietro l’etichetta di città razzista. Nel 1996 alcuni esponenti della tifoseria dell’Hellas Verona arrivarono ad impiccare un manichino nero per contestare l’acquisto di un giocatore di colore da parte della propria società. Forti anche le azioni e la presenza di individui legati al gruppo estremista di destra Forza Nuova, che più volte ha visto propri iscritti protagonisti di episodi razziali. Stavolta Balotelli non c’è l’ha fatta più. Ha reagito. Rilasciando dichiarazioni di sfogo, che finalmente, hanno aperto la questione del razzismo ariano italiano: ”Il pubblico di Verona, ogni volta che vengo a giocare qua, mi fa sempre più schifo, veramente, perché è inaccettabile questo pubblico”. E un hacker, infiltrandosi nel sito del Chievo, gli ha risposto: “Crepa”. Sono seguite le scritte sui muri di Bari (la città del fumantino Cassano): “Balotelli non sarai mai italiano” e “Balotelli negro di merda”. A testimonianza che lo scontro tra Mario e i razzisti non si ferma qui.

 

Se il Ministro dell’Interno Maroni ha espresso la volontà di sospendere le partite in caso di cori razzisti e ha (da milanista) espresso simpatia per Balotelli definendolo come un “simpatico sbruffone e un grande campione del calcio”, diverse sono state le reazioni del sindaco di Verona Flavio Tosi. “Un ragazzino immaturo”, così l’ha definito il primo cittadino appartenente alla Lega Nord (ma guarda un po’). Balotelli avrebbe fatto bene a replicare a Tosi ricordandogli di avere una condanna per propaganda di idee fondate sulla discriminazione e l’ odio razziale. Complice una raccolta firme sul tema: “Firma anche tu per mandare via gli zingari dalla nostra città”. Verona non è razzista? Ovvio che non tutta Verona lo è. Ma quel sindaco, Flavio Tosi, è stato eletto dai Veronesi, e li rappresenta. Questa è Verona.

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