Di Pietro: ultimatum a Bersani. Alleanza con IDV SI o NO?

Il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, scuote il PD in vista delle regionali. Si prospetta una rottura se il segretario del Partito Democratico, Bersani, non chiarirà i rapporti con l’IdV in modo deciso. L’On. Di Pietro ha infatti inviato una lettera a Bersani per sapere se l’Italia dei Valori farà parte dell’alleanza di centro-sinistra contro Berlusconi.

“Appestati”, così l’ex p.m., definisce il trattamento che parte del Pd riserverebbe ai deputati dell’IdV. Chiaro è il riferimento alle ultime dichiarazioni di Letta che ha definito Di Pietro il miglior alleato di Berlusconi e a cui proprio il leader dell’Italia dei Valori aveva risposto ricordando che lo scudo fiscale era “passato” per l’alto tasso di assenteismo del Partito Democratico. Le parole di Enrico Letta, vicesegretario del PD, sembrano così ad andare a riempire un ultimo tassello che potrebbe far cadere l’alleanza.

Di Pietro si riserva così di appoggiare per le regionali il Partito Democratico, già in crisi in alcune regioni come il Lazio o la Puglia, solo nel momento in cui Pierluigi Bersani avrà chiarito definitivamente i rapporti con l’IdV.

La perdita di un simile alleato, che alle ultime europee ha registrato una percentuale di voto pari all’8%, significherebbe consegnare molte, se non tutte, Regioni Italiane al centro-destra. Inoltre la coalizione (che si andrà probabilmente a formare con l’UdC) perderebbe qualsiasi connotazione anti-berlusconiana. Da tempo il Pd, infatti, non si oppone fortemente all’attuale presidente del Consiglio, mostrandosi, anzi, aperto al dialogo e ancor di più  adesso che sono tornati alla ribalta alcuni personaggi inciuciatori come D’Alema e Violante.

All’Italia dei Valori viene, invece, proprio recriminato il fatto di essere anti-berlusconiano e quindi, per strane logiche politiche, favorire il centro-destra (?!?). La sinistra (in veste ora di Partito Democratico) dovrebbe però ricordarsi di esser riusciti ad essere non anti-berlusconiani e ad averlo favorito lo stesso non avendo mai fatto una legge sul conflitto d’interessi, avendo votato con Forza Italia l’indulto salva-Previti, creando una bicamerale ad hoc e mantenendo lo status d’abusivismo di rete 4. Il Pd, quindi, poco sa cosa significhi essere anti-berlusconiani e poco gli importa se tradire il suo elettorato aprendosi al Biscione. IdV, in meno di 10 anni, riesce invece a guadagnare punti percentuali su punti percentuali a differenza del declinio del Partito Democratico.

Un partito autoritario, Italia dei Valori, che vede il leader Antonio di Pietro, decidere tutto e per tutti. Ma che allo stesso tempo riesce a mantenersi pulito non consentendo la candidatura di condannati e che allontana dal partito chi sia coinvolto in scandali giudiziari. Mancherà, si, un po’ di democrazia interna. Ma meglio così se pensiamo che il PD, con le “democratiche” primarie, ha, tra le fila del partito, deputati con ben più delle 3 legislature previste dallo Statuto (pensiamo sempre a D’Alema con 7 legislature o alla sempre eterna classe dirigente) e dei condannati in via definitiva (Papania e Carra).

Insomma, Bersani rinuncerà alla parte pulita dell’alleanza o preferirà attorcigliarsi alla sola UdC di Cuffaro?

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