Premio Bufala dell’Anno 2009 all’Influenza Suina

 

Un vaccino che esiste per una febbre che non esiste. Eppure forse stavolta in pochi si sono fidati del bibitone in siringa. Infatti nel 1976 la moda dell’influenza suina aveva già preso piede. Negli Stati Uniti spopolò un sistema di vaccinazione che poi si dimostrò più letale della finta-pandemia, e quindi venne sospeso. Le case farmaceutiche sentitamente ringraziarono. Come oggi, quando milioni di vaccini restano inutilizzati.

Sembra, invece,  che questa volta non ci si sia fatti convincere dall’allarmismo (stranamente), anche se pare che in tanti siano abbastanza compiaciuti di avere paura di questo virus-bluff. Diciamolo pure, alla gente piace aver qualcosa da temere e poi dire di aver sconfitto (e ci vuole l’arte!).

Intanto le fonti in-ufficiali di informazione contano morti su morti non considerando che sono tutti legati ad altre patologie ben più gravi. Infatti se in quasi tutti i casi al momento del decesso si ha, INOLTRE, l’influenza A (come accade con la febbre normale) questa viene descritta come la causa scatenante. Silenzio invece sui probabili decessi per effetto collaterale dei vaccini.

Eppure basterebbe leggere i dati sui tassi di mortalità: 0,02%! Considerando che l’influenza normale si aggira intorno allo 0,2% potremmo anche scavarci la tomba ogni volta che questa sopravviene. E questi stessi dati potrebbero essere ancor più bassi. Molta gente infatti si ammala dell’influenza A senza saperlo e ovviamente si cura come se fosse una normale influenza. Guarda caso poi guarisce e non muore. E il tasso di mortalità potrebbe quindi essere minore.

Manca anche un’attenzione terminologica per l’influenza bufala. Viene definita come pandemia, che invece si caratterizza

per una elevata mortalità, come la “spagnola” o l’“asiatica”.

Insomma una vera e propria costruzione mediatica intorno ad un virus che “non-esiste” se non per vedere vaccini e riempire così le casse della case farmaceutiche.

Chissà se a salvarci è stato Topo Gigio, testimonial della campagna di salvezza dal virus, o le Amuchine, nuovo accessorio da borsa.

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