chi di fucile ferisce di duomo perisce

 

Tutta colpa di Di Pietro. Non ne avevamo dubbi. I “mandanti” sono i soliti: il leader dell’IdV, Beppe Grillo, Marco Travaglio e tutti coloro che istigano odio per il presidente del Consiglio. Antonio Di Pietro non troverà più spazio nel tg4 (che novità)…così annuncia un Umilio Fede disastrato per la notizia del “tragico” attentato a Silvio Berlusconi. Per Grillo e Travaglio non c’è problema. Già sono fuori dal sistema televisivo.

Meno male che “durante la notte i parametri vitali sono rimasti stabili”. Ci si dovrebbe preoccupare se una frattura al setto nasale e una ferita al labbro possano creare complicanze mortali.

Che poi che questo “duomo in miniatura” possa aver raggiunto così facilmente la faccia del premier è davvero inquietante. La scorta e il servizio d’ordine hanno mostrato chiari segni di inefficienza. Come può questo attentatore Tartaglia muoversi come un pallanuotista, poi lanciare la statuetta-souvenir e riuscire a colpire in pieno volto la persona più protetta d’Italia? E poi perchè l’auto del presidente non è ripartita subito? Perchè è stato permesso a Berlusconi di riaffacciarsi sul (patetico) predellino e farsi ammirare con il volto sfregiato? Se il lancio dell’oggetto identificato fosse stato un distorsivo per poi far scoppiare una bomba cosa sarebbe successo? Si potrebbe addirittura ipotizzare un improbabile autocomplotto.

Ma lui istiga. Istiga. Il corruttore piduista (non è che se uno è in ospedale cessa di esserlo) non si è mai fermato con i suoi attacchi sconsiderati sulla magistratura, sulla Corte Costituzionale, sul presidente della Repubblica, sulla stampa. Ma questi cataloghiamoli come attacchi non violenti, come giusto che sia.

Però la banda del governo berluscones non si può dire che non abbia seminato vento. Umberto Bossi nel 2007 dichiarava: “La rivolta e la protesta fiscale sono parte della lotta di liberazione in atto. I lombardi non hanno mai tirato fuori i fucili ma per farlo c’è sempre la prima volta”; per poi ribadire nel 2008: “Non so cosa vuole la sinistra, noi siamo pronti, se vogliono fare gli scontri io ho trecentomila uomini sempre a disposizione, se vogliono accomodarsi. I fucili sono sempre caldi“. Un altro leghista, Roberto Maroni, ha invece una condanna definitiva per oltraggio e resistenza al pubblico ufficiale (morse il polpaccio ad un carabiniere). Renato Brunetta invece si augurava che una certa sinistra andasse a morire ammazzata. Infine c’è la vittima (Silvio Berlusconi) che pochi giorni fa proclamava: “Se trovo chi ha fatto le nuove serie de La Piovra e chi scrive libri sulla mafia facendoci fare brutta figura nel mondo giuro che lo strozzo”. Ecco…questi qui oggi sono tutti Ministri (delle Riforme, dell’Interno e della Pubblica Amministrazione) ed uno è Presidente del Consiglio.

Chi di fucile ferisce di duomo perisce.

Ma almeno all’estero stavolta non si chiederanno più: “Ma come fate a sopportarlo?”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...