Sgarbi stavolta paga Travaglio: 30.000 euro per averlo chiamato “pezzo di merda”

 

Vittorio Sgarbi deve risarcire di 30000 euro il giornalista Marco Travaglio. Lo ha deciso il tribunale civile di Torino. “Pezzo di merda”, questa l’ingiuria pronunciata il 1 maggio 2008 durante una puntata di Annozero. Si aggiungono al conto anche le spese legali del processo.

Sgarbi, attuale sindaco di Salemi in Sicilia, non è nuovo ai provvedimenti giudiziari. Collezionati come le sue militanze nei partiti più disparati e ideologicamenti lontani tra loro.

Il Partito Comunista Italiano lo candidò a sindaco di Pesaro (1990), fu consigliere comunale a San Severino Marche per il Partito Socialista Italiano dove poi fu eletto Sindaco con il sostegno della Democrazia Cristiana e del Movimento Sociale Italiano (1992). Deputato con il Partito Liberale Italiano (1992), successivamente si avvicinò al Partito Radicale di Pannela con una sua lista. Passò a Forza Italia (1994) nel quale inglobò il suo movimento I Liberal Sgarbi – I libertari. Fondò poi il  Partito Federalista (1995). Nel 2004 si allea con il Partito Repubblicano Italiano per le elezioni europee. Nel 2006 si candida con la Lista Consumatori. Nel 2008 viene eletto sindaco di Salemi grazie all’alleanza Unione di Centro – DC. E alle Europee del 2009 si candida con il Movimento per le autonomie.

(Si aprono scommesse per indovinare il prossimo partito di Sgarbi)

Non mancano poi appunto i guai con la giustizia. Un altro elenco da sfogliare.

Condannato in primo e secondo grado ma poi prescritto prima della sentenza della Corte di Cassazione per diffamazione dopo che nel 1995 aveva letto una lettera, probabilmente attribuita ad un amico di Don Puglisi, nel quale venivano indicati come mandante dell’assassinio del sacerdote Caselli e come suo sicario Orlando.

Nel 1996 è stato condannato a 6 mesi e 10 giorni di reclusione per il reato di falso e truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato.

Nel 1998 viene condannato  per diffamazione aggravata (più 1000 euro di multa) sulle indagini antimafia che il pool di Caselli stava svolgendo.

Nel 2008, di nuovo, arriva un’altra condanna per diffamazione. La pena di 6 mesi, grazie all’indulto, è stata trasformata in un risarcimento economico.

(Si aprono scommesse per indovinare la prossima condanna di Sgarbi…chi diffamerà stavolta?)

Per ora il numero di partiti batte il numero delle condanne. Almeno questo…

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