Nasce Il Fatto Quotidiano

23 settembre 2009. Oggi il popolo della rete si è spostato su carta. Nasce infatti un nuovo giornale, Il Fatto Quotidiano, che, secondo i primi dati, sarà destinato ad avere successo.

Una campagna abbonamenti partita sul web qualche mese prima con circa 30.000 abbonati fiduciosi di affidarsi a scatola chiusa al nuovo quotidiano. Il motivo è semplice. Un nome su tutti sponsorizza ciò. Ed è quello di Marco Travaglio, che rivestirà il ruolo di direttore assieme ad Antonio Padellaro. Chi si informa su internet (e quindi oserei dire chi si “informa”) sa bene che del giornalista torinese ci si può fidare ad occhi chiusi. A poche ore dall’uscita del Fatto questo risultava già esaurito. Poche le copie (100mila), ma per domani è previsto un raddoppiamento della tiratura. Poche copie perché di più non se le possono permettere. Travaglio e Padellaro hanno infatti rinunciato al lauto contributo pubblico, con cui molti altri giornali a tiratura limitatissima sopravvivono. Se la gente vorrà Il Fatto soppravviverà. E significativa è anche l’assenza di un azionista di controllo: “saremo sottoposti solo al giudizio dei nostri lettori – pag22 de Il fatto quotidiano n°1”.

Oltre alle firme di Travaglio e Padellaro sfogliando il giornale si trovano i nomi di altri “famosi” del web: Pino Corrias, Marco Lillo, Peter Gomez, Gianni Barbacetto; ma anche di veterani come Furio Colombo, Antonio Tabucchi e Nando Dalla Chiesa. Stupisce poi, che in una sola pagina (21), appaiano gli articoli di Paolo Flores D’Arcais, Oliviero Beha e Massimo Fini. Sulla prima pagina un“Indagato Letta. Da 10 mesi e nessuno ne parla” apre le danze alle notizie “censurate” sugli altri giornali (senza citare le tv). E poi il caso Annozero che vede un Travaglio scoperto dalla copertura legale fino agli strani meccanismi delle primarie del Pd. Guerra in Afghanistan, l’intricata vicenda Saras-Moratti e non manca neanche una finestra su Beppe Grillo, re dei “taciuti” dai media italiani. Insomma, tutti fatti che non si dicono, tutte persone che non si invitano. Il silenzio dei media che non è più silenzio.

Assistiamo dunque ad una trasmissione di informazioni dal web alla carta. Ottimo segnale. Internet infatti non è accessibile a tutti a differenza dei giornali, facilmente reperibili in edicola. Con la speranza che Il Fatto Quotidiano riesca ad estendere l’informazione, quella libera, insidiandosi nelle case degli italiani. Un augurio dunque di lunga vita a questo nuovo giornale, che prende il nome dal Fatto di Enzo Biagi e si affida all’anima di Indro Montanelli, a cui è dedicata una “stecca”: Uscendo dal Giornale io feci a me stesso, ma pubblicamente, un giuramento: “Mai più un padrone”. Qui padroni non ce ne sono. Il secondo impegno che prendiamo col lettore è il disimpegno da qualsiasi forza politica…Una recente esperienza, che non vogliamo ripetere, ci ha fatto toccare con mano l’incompatibilità del nostro modo di essere col modo di fare dei politici del loro Palazzo, cui intendiamo restare del tutto estranei (…), uomini e giornalisti liberi piuttosto che impiegati e trombettieri del padrone”

elenco località di distribuzione de Il Fatto Quotidiano

PRIMO NUMERO DE IL FATTO QUOTIDIANO (PDF)

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